Let. In. (Letteratura Inesistente)

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Let. In. è un progetto di Letteratura Inesistente da me ideato nei primi mesi del 2010, i cui risultati sono stati pubblicati sotto forma di rubrica sul blog di Scrittori Precari tra aprile e luglio 2012, in 14 puntate settimanali. Di seguito le regole del gioco e i miei contributi. Cliccando sull’immagine è possibile leggere l’ultima puntata della serie, su cui sono presenti i collegamenti alle altre 13.

Le intenzioni di Let. In. sono quelle di “fare entrare” (to let in) nella letteratura anche la letteratura che non esisterà mai; di “ammettere” (to let in) che ciò che non esiste è cosa interessante: da evocare, da valorizzare e da far rimanere rigorosamente inesistente; di “imbarcarsi in” (to let in) un’impresa del tutto gratuita per il solo piacere di giocare con la letteratura, atteggiamento purtroppo sempre più raro. Il funzionamento di Let. In. è molto semplice e accessibile a tutti:
1) Si prenda come bersaglio un’opera letteraria e se ne modifichi il titolo attraverso sottrazioni, aggiunte o sostituzioni di lettere, anagrammi, giochi di parole o anche per semplice assonanza. Si faccia in poche parole quel che si vuole col titolo d’origine, a patto che esso rimanga riconoscibile nel titolo ottenuto.
2) Si proceda allo stesso modo con i nomi dell’autore e/o dell’editore (operazioni facoltative).
3) Dati i risultati delle due operazioni precedenti (o solamente della prima), si spieghi attraverso una recensione, una sinossi, un saggio, un riassunto, un’intervista, una lettera, un commento o quant’altro il contenuto del nuovo libro inesistente.
Si sarà così scritto intorno a un libro, evitando il fastidio di farlo esistere.

Il secchio e il mare

Una vicenda dai risvolti psicologici devastanti e dal profondo insegnamento morale: un secchio sogna di svuotare l’immenso mare e si applica per tutta la vita, con zelo, nel tentativo di portare a termine l’impresa. Solo col sopraggiungere della vecchiaia si renderà conto di svuotare se stesso, e non il mare, ogni volta che getta acqua dietro di sé. Inoltre dovrà ammettere, suo malgrado, di essere un cretino.
Morale: se vuoi svuotare il mare hai bisogno di più secchi.

Prima che tu dica “stronzo”
di Italo Calmino

A volte i libri in cui ci s’imbatte per caso e di cui non si conosce l’autore neanche per sentito dire (l’ignoranza di chi scrive non è mai poca) ci riservano delle sorprese graditissime. È questo il caso di un piccolo capolavoro firmato Italo Calmino, scovato in una vecchia cantina di un amico durante un trasloco. Lo snello e agile volume cui ci riferiamo, indirizzato ai soli maschietti, s’intitola Prima che tu dica “stronzo”, ovvero 101 modi di mettere le mani avanti con la propria donna prima di affrontare un argomento scomodo.
Il titolo la dice lunga: se volete a tutti i costi evitare scenate e insulti, questo libro vi guiderà passo dopo passo verso la saggezza.
Dalla stessa arguta penna: Se una notte m’inforno un viaggiatore (horror), Il castello dei festini incrociati (erotico), Il barone arrapante (porno).
“Una stupefacente dimostrazione di come si possa far passare per sacrificio la propria bassezza morale: da non perdere (Men’s Shame)

La cognizione del sapore

Carlo Egidio Pappa stampò a proprie spese il libello all’inizio del secolo scorso, con l’intento dichiarato di compilare una lista di ricette immangiabili.
Carlo Emilio Gadda, anni dopo, prese spunto dal titolo dell’opera dopo aver personalmente realizzato e assaggiato un buon numero delle ricette ivi illustrate. Per effetto di detta operazione non poté far altro che sostituire “dolore” a “sapore”. Alcune fonti autorevoli sostengono, fra l’altro, che Gadda pensasse a uno di quegli esperimenti quando ebbe per la prima volta l’idea del Pasticciaccio brutto.

Viaggio al termine della botte
di Louis Ricard Cointreau

Passeggiando tra gli scaffali dei libri di seconda mano di un negozietto in periferia di Roma, ho scoperto l’esistenza di un piccolo gioiello di letteratura inesistente. Si tratta di Viaggio al termine della botte di Louis Ricard Cointreau: una toccante testimonianza, autobiografica dalla prima all’ultima riga, del decadimento fisico e dell’abbrutimento psicologico di un alcolista di un certo livello; delle sue difficoltà relazionali, lavorative ed economiche sempre crescenti e di un inopinato lieto fine che vi spiazzerà e vi strapperà di sicuro qualche lacrima, ma che vi darà nuova speranza nei difficili momenti in cui vi ritroverete accasciati sul bancone di un bar o pub o discoteca a causa del decimo cocktail consecutivo.
Dello stesso autore segnalo Sogno di una botte di mezza estate e lo splendido Le botti bianche.

L’uovo senza qualità

Cosa accade a un ragazzo di campagna nel momento in cui si trasferisce in città e non vuole rinunciare ai sapori cui è abituato sin dall’infanzia?
Un caso di questo tipo, tra i più estremi, è argomento de L’uovo senza qualità, misterioso romanzo anonimo che sta spopolando in rete e che ogni giorno conquista nuove schiere di lettori, i quali si sono immedesimati a tal punto nel protagonista da aver già fondato numerosi fan club e blog dedicati a quello che è considerato da molti una delle opere letterarie che lasceranno un segno profondo nel ventunesimo secolo.
Il protagonista si trova sin da subito a disagio nell’ambientarsi con la realtà della metropoli, disagio che diventa fonte di vero e proprio sgomento nel momento in cui si accingerà a preparare un piatto di carbonara, la sua ricetta preferita: scoprirà sin dalla prima forchettata che le uova acquistate nei supermercati non hanno nulla a che fare con quelle che avevano fatto la sua felicità sino a quel momento.
Psicologicamente fragile, il ragazzo si lascerà inghiottire da un tunnel depressivo dal quale non sarà più in grado di uscire nonostante gli sforzi amorevoli di Camilla, la sua fidanzata, che si arrenderà infine all’evidenza dell’irresolubilità del problema e arriverà, in un eccesso d’empatia, a seguire l’innamorato nell’atto estremo.

Castro Don Gesualdo

Nel romanzo di Verga (pseudonimo di Walter Ego) riviviamo, attraverso il diario di un padre di famiglia, i tragici avvenimenti che spingono il protagonista, esasperato dagli atteggiamenti ambigui e dalle turpi inclinazioni di un curato di campagna, a farsi giustizia a modo suo.
Con crescente ribrezzo apprendiamo a poco a poco le malefatte di Don Gesualdo, di cui tutto il paese è a conoscenza, ma che vengono taciute e celate dietro un muro d’omertà. La goccia che farà traboccare il vaso saranno le molestie dell’ecclesiastico ai danni di Enrichetta, figlia dodicenne dell’autore del diario.
Un libro di difficile digestione, scioccante, dalla superficie rettangolare.

Il come della cosa
di Uncerto Ecco

Attraverso una lucidissima, attenta e sorprendentemente approfondita analisi di molteplici atti di vita quotidiana, l’autore ne spiega le modalità, guidando il lettore in una ricognizione accurata di una vasta casistica per ogni argomento selezionato.
Se, come molti, vi siete sempre domandati come si realizzino davvero i miracoli di un piatto lavato, dell’acqua calda nella doccia, del rifacimento di un letto al mattino, del vorticare centrifugo della vostra lavatrice, della stesura dei panni sullo stendino, del posizionamento degli alimenti nel frigorifero, dell’accensione di una sigaretta, dell’attraversamento sulle strisce pedonali e di molto altro, questo è senza dubbio il libro che fa al caso vostro: potrete portarlo con voi in qualsiasi occasione e utilizzarlo come un vero e proprio vademecum.
In ogni pagina è come se lo scrittore vi dicesse: “Ecco il come della cosa”. (La corriera della sera)

Sputerò sulle vostre trombe

La casa editrice Minimum Sax ha recentemente pubblicato una singolare antologia di racconti intitolata Sputerò sulle vostre trombe: ben ventuno autori se la prendono in maniera spesso scorretta e oltraggiosa col jazz e coi jazzisti, con toni particolarmente aspri nei casi in cui a farne le spese sono i trombettisti.
Sinceramente stupiti dalla gratuità assoluta dell’operazione editoriale, non possiamo fare a meno di consigliarne la lettura. Soprattutto, ovviamente, a quei coglionazzi di musicisti.

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  1. Pingback: Gorilla Sapiens Inesistente Edizioni | Carlo Sperduti

  2. Ozioso

    Spunti: “Fenomenologia dello Sparito”; “La Coscienza di Meno”; “Ventimila seghe sotto i mari”; “I Processi Stronzi”; “Il Trionfo delle Porte”; “Porte a Venezia”.

    • Rilancio: “Frammenti di un discorso a Morolo”, “Una vite”, “Ventimila beghe sotto i mari”, “Frizioni”, “Lo strano vaso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, “L’asola del tesoro”, “Pasto noodle”.

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