Due linee rotte

passaggio-a-livelloIn quel passaggio a livello è rimasta la mia differenza di sguardo.
Dove attendevo allora, minuto passeggero alla destra del padre, il rosso e il bianco non erano obliqui per caso. Scampanellare e giungere della prima carrozza in un intervallo che mi accelerava il cuore: di vetro in vetro osservavo fino a fermare le linee di un volto e del volto seguivo il chi e il per dove. In altro da me, venivo scosso e tornavo.
Li ho visti fare di tutto e poi niente, lontano da lì ho continuato a vedere da me e soltanto da me.
Attraversandolo ora da passeggero ho ricordato la cosa peggiore, quella in cui gli occhi mi si agganciarono a un sedile vuoto e il treno non giunse a destinazione.
Treno, ricordo da un libro che ho letto, un tempo si diceva anche traino. Stavolta non torno.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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Un Commento

  1. Grazie per questo regalo di Natale letterario, giunto in perfetto orario come treno svizzero.
    Il mio ringraziamento, sentito ma tardivo, è tutto italiano.

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