Quattro lati

inquadraturaAl dubbio che l’unico mondo esistente sia quello da me percepito, e che di conseguenza i miei sensi definiscano di attimo in attimo la realtà, si è sostituito quello di essere fuori campo: che in altre parole tutto esista e accada solo quando io non vedo e sento e odoro e tocco e assaporo, solo quando e dove io non.
Ecco che il mio varcare la soglia tra cucina e soggiorno non è più entrare nell’inquadratura ma uscirne, o meglio rimanerne fuori mentre quella si sposta magari proprio in cucina, e il mio un balletto estenuante, un incessante e incessantemente inutile esercizio, tentativo di stare almeno in parte dentro la cornice.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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