Una dentro l’altra

nomeFu così che costruii la mia scultura, da esibire in pubblica piazza, la cui evidente bruttezza e la cui altrettanto ovvia inconsistenza artistica furono insabbiate dal mio Nome.
Sapendo però che tutto ciò che esiste un giorno sarà demolito dall’uomo o dal tempo, ho nascosto la vera opera all’interno, annunciando la trovata solo quindici anni dopo l’inaugurazione. Di qui la recente sorveglianza, ventiquattr’ore su ventiquattro, per evitare distruzioni anticipate.
Va da sé che la cosa dentro fa ancora più schifo.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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