Un quotidiano

quotidianoDell’estraneità ai miei atti sia prova il fatto che, picchiando un passante, non interrompo la precedente occupazione, che tutto ricordo di quest’ultima ma nulla del pestaggio, benché mi renda poi conto, per via di denunce e incarcerazioni, che la frequenza degli episodi aumenta all’aumentare dei passanti, ed è dunque facile che io massacri sei o sette persone tra uomini donne anziani bambini durante un giorno di festa e mi limiti invece a quattro schiaffi a un solo tizio in un semideserto lunedì sera: sempre che io decida di mettere piede fuori casa, eventualità che resta ai margini del mio probabile.
Ma ciò non è, lo ripeto, calcolo o progetto, ma ricostruzione per statistica.
L’ultima volta ho letto per intero un quotidiano mentre rompevo le ossa a un dodicenne, i cui genitori mi hanno poi notificato il loro disappunto insieme alla narrazione dei fatti, di cui non ero a conoscenza. Ricordo invece le quotazioni del dollaro e un’intervista a Scarlett Johansson.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

 

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