L’uno per l’altra

condominioQuella dei piatti fu solo la fine.
Qualche mese prima, dopo un violento litigio, mi ero recato da solo fuori città, su una spiaggia, al fine di lenire i miei dispiaceri.
I primi sms di Michela giunsero in tarda mattinata. Raccontavano di un presunto avvistamento di me stesso in compagnia di una bruna in un supermercato e di un pedinamento fino a un portone ignoto in cui saremmo penetrati, io e la bruna, con conseguenti minacce di stimolazione dei citofoni dell’intero condominio fino allo stanamento: sempre di me stesso.
Inizialmente stizzito, poi esasperato, mi sorpresi infine lusingato e mi precipitai verso le quindici in auto in tempo per godere a distanza di sicurezza della messa in atto del suo proposito: lo spettacolo di ventitré finestre cittadine imbufalite in mio nome, in un punto del quartiere distante solo due isolati dall’appartamento della mia effettiva amante.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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