Una circonferenza

circonferenzaCome illuminando una cantina di cui ricordo tutto meno l’ubicazione – lì da bambino ho giocato più volte al luogo dello spavento ma è come posta nel nulla – gli scarafaggi si dileguavano prima che io potessi realmente vederli – ne vedevo solo il movimento multidirezionale, la durata di un punto di domanda –; così oggi all’affacciarmi sulla piazza, lungo una circonferenza in espansione di cui sono il centro, vedo rapidamente allontanarsi uomini e donne alla luce del sole. Ma non scompaiono, incapaci di nascondersi in ombra o incunearsi nei sottili meati delle pareti. Li vedo schiacciarsi qua e là sulla facciata della chiesa e sotto il portico, nel bar, oppure infilare le vie che si diramano a raggiera: fortunati questi ultimi che immagino valicare i limiti del paese mentre mi pongo al centro della piazza, che forse eviteranno lo schiacciamento sanguinoso che ha già finito i più, qui. I muri s’imbrattano.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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