Una lama

coltelloQuesto coltello mi è entrato in casa come una prospettiva. Dalla sua lama liscia affilatissima, che passa ogni carne come raggio laser, guardo ora le cose e sogno a occhi chiusi e a occhi aperti di ognuna sotto l’opera dell’acciaio.
E poi mi sogno e risogno a fette sottili, da abbrustolire o da irrorare morbide con un sughino: ogni giorno trattengo di meno il desiderio tattile di sentirmi affettato come il primo bovino adulto che ho ridotto in cubetti regolari, le cui pareti rosso bruno sentivo separarsi con ordine. Ogni giorno di meno e al meno c’è un limite.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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