Quattrocentocinque minuti circa

windowUn viaggio di sei ore e tre quarti in cui ho incessantemente sperato che la traiettoria del fiato del vicino a sinistra e quelle del mio sguardo su lei di fronte e sul mare a destra – un trittico di intermittenze irregolari – non appartenessero alla stessa giornata, alla stessa situazione; non fossero fruite dallo stesso soggetto. Invece sì.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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