Gli stessi quarantadue minuti

musicAll’infanzia ho perdonato molte cose, ma una mi è rimasta piantata in gola a raschiarmi la voce: scoprire, dopo il secondo lato di una musicassetta, che girando ancora le canzoni erano le stesse, ricominciavano da capo e seguivano lo stesso ordine.
A ripensarci, ora che la gioia della ripetizione mi ha preso in tutti i piani di esistenza, rimpiango l’essere superiore e sicuro, senza un cedimento al bisogno umanissimo di conferme, che ero prima di quel secondo stesso lato A.
Non mi va giù, eppure ripeto e ripeto l’atto del deglutire.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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