Millesettecento chilometri orari

bicchiereMi capita all’improvviso di farmi inabile nell’atto più semplice, che fino a ieri portavo a termine senza sforzo o pensiero.
Prelevo dalla cucina un bicchiere di vetro e non so come appoggiarlo sul tavolo. Mi resta in mano, fermo nella sua condizione irrisolta come un indovinello troppo complesso: finché non trovo la chiave non riscatto il pensiero, col corpo che segue.
Intorno la luce cambia, il palinsesto avanza, il sugo brucia, l’acqua evapora, la vescica s’ingrossa, gli odori si fanno più grevi.
Mi arriva alle orecchie, non compreso, un discorso che include finanza, conflitti e assemblee. Il mondo mi doppia più volte mentre recupero una piccola parte che nella fretta ha lasciato cadere alle spalle.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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