Trentasei nodi

gattoGli indumenti portati dal vento impetuoso di oggi, incastrati nel pino che si aggrappa con unghie di ramo al balcone, avevano l’aspetto di se stessi, avrei potuto giurarlo.
Ma io non so guardare le cose, ho bisogno di tempo e di aiuto; sono lento e dilaziono, abortendole, perfino le epifanie.
Sommandosi i panni hanno preso le forme di un uomo che corre, le gambe si alternano libere in aria pendendo a due metri dalla ringhiera, a quattro da terra.
Non mi accorgo nemmeno che il vento è cessato e che lui non ha smesso di andare. Me l’ha fatto notare il gatto: quando fissa c’è sempre un motivo.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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