Da due a tre dimensioni

virgolaCome vorrei essere te, segno d’interpunzione uncinato da base di lettera verso il più giù, organo pendulo della sintassi, operaio discenditivo di pause non capitali.
Farei un uso di me nell’altra realtà – composta in minima parte d’inchiostro – allarmante e caotico, per arbitrario stazionamento votato al non senso al travisamento all’anacoluto.
Allora mi si noterebbe: gettato quel mondo nella sragione più infera, si convincerebbero ad assegnarmi un posto più adatto e tenermi in gran conto, dacché da minuta pedina paziente avrei vellicato il timore del matto.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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