Solo uno: infinito

tempoAccetto il consiglio di un amico, illustre letterato: mi ha detto che per sconfiggere il tempo è necessario cambiare abitudini di pensiero, perché è lì che sta il tempo.
In buona sostanza, mi ha assicurato, sarebbe sufficiente smettere di coniugare i verbi: come in certe odiose parodie di stranieri, limitarsi all’infinito, con un bisticcio logico solo apparente (sic).
A lungo andare, ha continuato, non si avvertirebbe più il mondo attraverso il vecchio succedersi di ieri, oggi e domani. Come a un cambio di moneta, in qualche anno imparerei a calcolare con altri parametri, senza più il bisogno di un appiglio al vecchio conio per quantificare la spesa. Fuor di similitudine, svanirebbero gradualmente i parametri del prima e del dopo e di ora per l’interpretazione del tutto.
Il mio amico, poeta e traduttore, non ci ha mai provato perché il tempo è denaro.
Io voglio tentare: ho scritto in questa riga il mio ultimo passato, prossimo e senza prossimo.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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