Più o meno centosettanta

bilanciaUn oscillare di peso continuamente improvviso tra ottanta e duecentocinquanta: mi fa rompere sedie, frantumare articolazioni, rischiare vite in ascensore, sprofondare in sottoscala di legno, restare piantato al posto di guida; mi vieta l’aeroplano e il percorso di legno sul lago, il bagno del pub ma anche la noia. Mi sento vivo e interessante, più volte più bello in un giorno a ogni ritorno agli ottanta.
Il guaio è che ho ucciso la donna che amo dicendo tentando di amarla dovevo lasciare la passione alla porta ne ho fatto una morta e ora non piango per orrore dell’umido.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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