Ventiquattro fotogrammi al secondo

fotogrammaNon è la prima volta che mi ritrovo in un luogo senza ricordare come ci sono arrivato. Ho inizialmente ipotizzato la sbronza: per dimenticare, appunto, mi dicevo.
Soffro però di una biografia di nullo interesse. Non ho granché da rimuovere: nessun rapporto amoroso bruscamente interrotto, nessun licenziamento, nessuna particolare sofferenza e nessun eccesso – di qui l’infondatezza del sospetto di sbronza.
Conduco in sintesi una vita piatta e senza ambizioni.
Col tempo mi sono convinto di non avere alcun problema di memoria: che si tratti piuttosto di montaggio maldestro, imputabile a una produzione sciatta e a professionisti sottopagati, poco motivati, oppure a qualche troupe posseduta in ritardo da uno spirito nouvelle vague che vuole farmi a tutti i costi sentire la macchina: una spiacevole situazione che m’impedisce di sospendere l’incredulità, tenendomi sempre al di qua dell’immedesimazione necessaria a non vedermi.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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