Undici agosto duemilasedici

libriA tre anni padroneggiavo lettura e scrittura. A sei avevo letto più di mille volumi, a otto il numero era raddoppiato, a dieci avevo superato i cinquemila.
La mia memoria era già allenata a tal punto che avrei potuto ripetere ogni sillaba delle ultime milleduecento letture senza un’esitazione. Leggere o pensare e memorizzare erano atto unico.
Allora che mi ritirai nella stanza bianca. Sono trascorsi trentacinque anni esatti. Questo è il mio unico giorno di riposo prima della terza fase, che durerà quanto la seconda.
Narrerò a voce alta, in trentacinque nuovi anni, la storia che ho inventato negli ultimi trentacinque. Sarà la storia più breve raccontata nel tempo più lungo: il resoconto immaginario e completo, per espansione, del primo secondo della storia narrata: esaurirò le sue prime tre sillabe, per forza di cose mentendo. Più di quanto un umano abbia mai fatto.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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