Una finzione

sonnoInvischiato in un sonno che corre verso la morte come un treno su binari impercettibilmente divergenti – attesa di ore per lo squarcio, per la separazione definitiva dei piani –; oppure catturato da quell’altra morte: la casa inondata da una marmellata di passato, di tutte le cose interrotte in cui abito: in questo una mano mi tocca la spalla e io, come afferrato per la collottola, scampato al pericolo, torno.
So che è stata lei, acrobata di sensi, che in un istante può fingere di dormire, che non l’ammette, a cui talvolta sono tentato di credere, a cui non credo mai davvero, che tutto legge dalle mie palpebre serrate e dalla bocca ed è sempre sveglia, a salvarmi da cose che giurerei più reali di me.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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