Volevo fermarmi a tre righe ben scritte

iUn modo come altri d’intendere e contare l’esistenza: il tempo che dice anni e rughe, graduali inesorabili inabilità.
È un modo legittimo. Io però da bimbo mi sentivo enciclopedia, da adolescente libro, capitolo con la maggiore età, capoverso alla laurea, frase al primo giorno di lavoro e parola per vent’anni appresso. Dopo, sillaba tra i denti sfuggente come senso e ora lettera sbiadita, una i senza puntino che va sbiancandosi fino alla base.
Per tutto il tempo forzando un mio difetto di pronuncia, intuendo e poi sapendo vano l’impegno della lingua: a furia di correggere sfoltire cancellare sarei giunto comunque a questo, la mia vita in diminuzione essendo un ostinato non ammettere con qualche capacità di sintesi.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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Un Commento

  1. sto insora ilm n e sb anc n o a he i.. . .

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