Non più di cinquanta grammi al giorno

mareAffitto un gommone a motore. Navigando verso sud, supero un gran numero di scogliere e di piccole insenature: un itinerario di cui non rivelerò i dettagli.
Nella grotta, in cui non ho avuto altri incontri – presumo perciò che sia ignota agli abitanti della zona – vive l’essere indefinibile, sul quale ogni giorno prendo appunti evitando di consultare i precedenti e, per quanto possibile, di farmi influenzare dai ricordi.
Riempio fittamente una pagina a visita, col massimo di fedeltà ai fatti concessa a un umano.
Il risultato, a oggi, è un bestiario apparentemente fantastico in cui non un singolo particolare si ritrova in due specie, fatta eccezione per una caratteristica che dirò.
La seconda abitudine è cibarmi dell’essere: dal sapore e dal volume man mano sottratto ho capito che è sempre lo stesso.
Un pezzo alla volta, lo consumerò entro l’estate: poiché so che in ogni forma è immune alla morte, ne tento l’esaurimento e l’assimilazione.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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