Nove mesi per due sensi uguale uno diverso da uno

corpoNon è la mia faccia quella visibile tra le orecchie e non le mie orecchie in esposizione ai lati della testa del corpo che inganna, che qualcuno accarezza in due tempi: attrazione repulsione.
Nascosto al mondo per lungo tempo ho tatuato sopra me stesso nessun centimetro escluso un altro me stesso: le linee le curve gli spigoli gli angoli le rughe le espressioni contraddicono al tatto la vista e nessuno può fare la media tra due sensi così come non è concessa addizione di mele e di pere da insegnamento scolastico.
Se rido non rido come ora e non rido come prima; dimentico piano cosa c’è sotto sapendo che sotto qualcosa è rimasto e presto sarò come gli altri: godrò d’incertezza più vera più viva più onesta, di specchio con tatto.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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