Diciotto

Chiavi di casa simboliche in mano.
Mia madre mi prende da parte e mi dice non sono tua madre, sei uscito da un quadro di tela, arrivato da un mare dipinto che tengo in soffitta.
Ero tutto bagnato, gambe molli di sabbia di acqua di sale ferite in più parti da scogli da denti e conchiglie spezzate.
Mio padre è il pittore che ha smesso i pennelli quando ha saputo, che è morto incolore come bozza scartata.
In stanza una chiazza che guardo sdraiato dal letto, soffitto che argina un mare e un sospetto: sorella o fratello.
Mia madre è mia madre, mi dico, se solo mi sforzo non sento la d.

seaQuesto racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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  1. Giulio Mario

    Ancora una volta geniale!

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