Una voce

chiaviIninfluente assicurarmi più volte di avere le chiavi in tasca prima di chiudermi il portone alle spalle; insufficiente infilarne una copia nella tasca interna della giacca e una in quella posteriore della borsa a tracolla.
Per quante energie astuzie espedienti io possa convogliare nella lotta all’assenza di chiavi al ritorno, contro questa beffarda forma di realtà in cui nulla si distrugge ma tutto si disloca, se un’energia opposta non applicasse ogni giorno il suo correttivo – la sua voce fuori campo che domanda hai preso le chiavi? – io rimarrei dall’altra parte a tasche vuote, guardando attraverso il portone inaccessibile come dentro una vetrina troppo costosa, incapace di citofonare per il terrore paralizzante di ciò che rimarrebbe alle spalle col fiato sul collo.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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  1. Pingback: Una finzione | Carlo Sperduti

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