Nei primi trentadue

polaroidFino a oggi, per quanto io scavi, esplori gallerie e arterie secondarie, consulti manuali di riconoscimento, insomma per quanto io mi sforzi non incontro un ricordo in cui mi ricordo.
Forse è fotografia, mi dico: se la scatto non ci sono, se non in qualche riflesso imprevisto. Ma la memoria non è amatoriale: un professionista evita il riflesso o lo crea ad hoc.
Negli occhi altrui vedo solo gli occhi altrui, nelle vetrine vedo solo l’esposizione di merci. Singolarmente, non ricordo specchi o li ricordo vuoti, come un vampiro della mente.
Nelle fotografie in cui compaio non sono un mio ricordo: inutili dunque allo scopo.
Ricostruisco solamente la mia esclusione.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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