Ogni minuto come cento

boccaMi si è aperto orizzontale uno squarcio in viso, poco sotto il naso, in cui entra aria, da cui esce aria, da cui esce suono, da cui esce liquido, in cui entra liquido, in cui entra mosca, da cui esce mosca, in cui entra cibo, da cui esce cibo se non gradito.
Mi si è aperto e io non so cos’è: questo istinto di collegamento tra questi segni e questo squarcio, come voglia di tradurre questo.
Cerco un aiuto ma sono un mostro, per me e per gli altri: la ferita in assenza di sangue, rigonfio il contorno, serpente all’interno, tasselli di perla ingannevole e gli altri, intorno, lisci come io non potrò più.
Poi l’orrore di una sequenza spontanea di suoni ordinati che somigliano, non so in che modo, a questa parte di frase che non voglio continuare.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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