Sei metri e qualcosa

chiaveIn ottemperanza al luogo comune, in frangenti affollatamente pensosi mi rendo autore di un ostinato andirivieni, prediligendo il corridoio che conduce dalla porta d’ingresso al bivio tra soggiorno e cucina e dal bivio tra soggiorno e cucina alla porta d’ingresso che improvvisamente mi sbatte in faccia, inaugurando un vivace rivolo di sangue dal naso.
Quel che è accaduto è fin troppo semplice: del tutto immerso in cervellotiche complicazioni su argomenti umanamente inaccessibili, mi sono astratto.
Di conseguenza, mal calibrando uno o due passi, sono passato attraverso la porta. Voltandomi e al contempo allentando un poco la trama dei miei pensieri, sono tornato al mondo incontrando il materiale ostacolo della porta.
Ora, in mutande e pantofole, sanguinante, dal pianerottolo uno straripante desiderio di chiavi mi tiene ancorato a me stesso.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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  1. Pingback: Poco prima del ventisette | Carlo Sperduti

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