Due modi per iniziare la giornata

tennisIn questa limpida stagione amo consumare la mia colazione biologica in terrazzo. Devo però fare i conti con la tennista, dirimpettaia, la cui mira stimo sopra ogni cosa. Gialli proiettili sorvolano la strada che ci separa, sferici canarini affamati di croissant. La gonnella svolazza nivea attorno alle cosce mai inattive.
Di fisso, la tennista, ha lo sguardo su di me, fatti salvi i brevi istanti in cui estrae la pallina successiva dal cesto di vimini.
Tento di approfittarne, ma puntualmente rimango col solo manico della tazza in mano e ovunque schizzi di latte di soia. Più di tutto rimpiango ingenti quantità di crema di riso integrale con gomasio, quotidianamente schiantata insieme al vetro delle ciotoline.
Ma non renderei giustizia alla tennista se non menzionassi un altro bersaglio. Stamattina si è sfiorata la sincronia tra lo scorrimento della porta a vetro che immette sul terrazzo e lo smembramento dei miei occhiali, con grande scorno del setto nasale.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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