Quarantadue anni

giocoOrganizzo, ogni ferragosto, una rimpatriata coi cinque amici di una vecchia estate sempre viva, nell’ormai cadente villa dei miei, sulla costa.
Dalla terrazza si vede il mare, musa di romanzesche digressioni di cui farò a meno.
Ci disponiamo, nell’ordine di allora, attorno alla bottiglia nella stanza dei giochi: con la speranza che abbia smesso di girare per decidere un bacio; col timore che abbia smesso di girare per decidere altro.
L’ipotesi più accreditata è che stia scegliendo la prima morte. In un caso come nell’altro, sappiamo bene che può volerci una vita.

Questo racconto fa parte della serie 1 al giorno.

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