“Bì”, un racconto inedito sul blog degli Squadernauti

Bì1

Illustrazione originale di Giorgia De Maldè

L’Oceano Atlantico ridotto in rivoli s’introduce in una chiostra di denti aguzzi e stratificati come cascate e ruscelli tra monti e valli. Siamo in qualche migliaio, affiancati gli uni agli altri in queste capsule diafane, a poterlo vedere. Fluttuiamo, ognuno solo in una sfera, ma possiamo guardare – guardarci – in ogni direzione, i fianchi della ragazza a sinistra.
Ho pagato una cifra inverosimile per trovarmi qui, ora, a qualcuno che non è dei nostri, qualcuno che ci ha affittato – che ha abbandonato a noi – le sue bolle trasparenti ed è fuggito con gli altri, anni luce più in là, un là che non conosco, che non m’interessa. Noi siamo rimasti, alla giusta distanza dal pianeta, con la migliore visuale possibile. Ho pagato in denaro e in disprezzo di amici e genitori – affetti, dicono, ma affetti ha due sensi – che non hanno capito, fuggiti anche loro, la salvezza della razza, il ventre della ragazza a sinistra, non ci si salva davvero o solo così.

Continua su Squadernauti.

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