L’uomo che faceva le cose al contrario – I vincitori

uomo2I partecipanti a L’uomo che faceva le cose al contrario sono stati numerosi – un gran grazie a tutti – e la selezione difficile, ma alla fine io e il Gorilla Sapiens ne siamo venuti a capo, o forse a caso.
I coautori e le coautrici ufficiali della raccolta nella raccolta Episodi di vita e di morte dell’uomo che faceva le cose al contrario, che farà parte del mio nuovo libro in uscita fra pochi mesi per Gorilla Sapiens Edizioni, sono:

Sandro Di Canio, Francesca Fichera, Filippo Balestra, Cristina Pasqua, Francesca Chiappalone.

Di seguito i loro contributi.

Tutto ebbe fine quando l’uomo che faceva le cose al contrario partorì sua madre.
(Sandro Di Canio)

Il giorno della sua laurea, l’uomo che faceva le cose al contrario uscì dall’aula, prese per mano la mamma e il papà e pensò che l’idea di lasciarli per andare all’asilo lo annoiava tantissimo.
(Francesca Fichera)

L’uomo che faceva le cose al contrario decideva di mettere ordine in casa soltanto quando la casa era già in ordine. Si avvicinava agli oggetti spostandoli di pochi millimetri, assicurandosi così che all’ordine potesse balenare una fugacissima idea di disordine.
(Filippo Balestra)

L’uomo che faceva le cose al contrario incontrò una donna che le faceva al dritto. Il primo amplesso fu tutto uno sbracciarsi e un gridare della medesima per spingerlo ad adottare abusati mezzi di contraccezione, ma l’uomo che faceva le cose al contrario, preso e compreso, non ascoltava. Alla fine della copula, fresco come un giglio, mentre indossava un preservativo al mirtillo, vide accanto a sé la donna, al nono mese, con le doglie e le acque rotte che, oramai al contrario anche lei, rideva di gusto tra una contrazione e l’altra. L’uomo che faceva le cose al contrario, a quel punto, non poté non chiederle un primo appuntamento.
(Cristina Pasqua)

L’uomo che faceva le cose al contrario chiedeva scusa prima ancora di aver compiuto qualsiasi ipotetico misfatto. Si poneva di fronte a un’eventuale vittima e le porgeva delle scuse più o meno sincere, visto che non si sa mai, avrebbe potuto combinarne di grosse o, nel suo caso, di piccole, davvero molto piccole.
(Francesca Chiappalone)

Questi racconti si trovano in Sottrazione (Gorilla Sapiens Edizioni).

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Un Commento

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