L’uomo che faceva le cose al contrario – Concorso di micronarrativa per aiutare un autore a non esserlo del tutto

silIl fatto è questo: non ho voglia di completare la mia nuova raccolta di racconti per Gorilla Sapiens Edizioni perché preferisco cucinare, ma tu puoi aiutarmi, scrivendo un testo brevissimo (max 800 battute spazi inclusi) che abbia come tema Episodi di vita dell’uomo che faceva le cose al contrario. Si tratta di una raccolta nella raccolta, che puoi leggere qui sotto per farti un’idea.
Spediscimi entro il 1 dicembre 2015 il tuo espisodio di vita eccetera eccetera, scrivendo nell’oggetto dell’e-mail “esoc”, a questo indirizzo: carlo.sperduti84@gmail.com.
I migliori episodi faranno parte del testo inserito nel libro e i loro autori riceveranno una copia omaggio, che potranno autoautografarsi in qualità di coautori.

Se preferisci anche tu cucinare, puoi comunque spedirmi un’e-mail, scrivendo nell’oggetto “invito a pranzo”. Io porterò da bere.

Episodi di vita e di morte dell’uomo che faceva le cose  al contrario

Nel bagno dell’uomo che faceva le cose al contrario c’era un palo sulla cui sommità era montato un rasoio circolare, fatto di lame affiancate le une alle altre che giravano tutt’intorno a un cilindro metallico.L’uomo che faceva le cose al contrario si cospargeva la faccia di dopobarba, appoggiava prima una e poi l’altra guancia al rasoio e girava due o tre volte attorno al palo; poi faceva lo stesso col mento. Quando aveva finito, si copriva il viso insanguinato di schiuma bianca e andava a dormire con il colorito di una porzione di pennette panna pomodoro e gamberetti.

Ogni settimana l’uomo che faceva le cose al contrario svuotava gli sportelli e gli scaffali della cucina, poi il frigo, riempiva alcune grosse buste con tutta quella roba e andava al supermercato. Faceva il giro dei reparti disponendo ogni merce al suo posto e prelevandone altra. Allora si recava alla cassa, faceva due conti e chiedeva di essere pagato.

Quando incontrava un conoscente in strada, l’uomo che faceva le cose al contrario chiedeva “come va?” Il conoscente, non sapendo che l’uomo si riferiva a se stesso, rispondeva 2bene, e tu?” L’uomo, credendo che quella fosse la risposta alla sua domanda, pur ritenendola una ripetizione, ne esponeva nuovamente il succo: “bene”. Così, l’uomo che faceva le cose al contrario conduceva una florida vita sociale.

Una volta l’uomo che faceva le cose al contrario investì un’automobile.

Al suo trentottesimo compleanno, l’uomo che faceva le cose al contrario si compiacque di essere in gran forma, per avere ottantatré anni.

Prima di lavarsi le mani, l’uomo che faceva le cose al contrario andava a mangiare.

L’uomo che faceva le cose al contrario teneva al suo guardaroba. Andava fiero, in particolar modo, di un completo grigio la cui giacca in misto lino traspirante con chiusura a due bottoni gli calzava a pennello. Quando era di buon umore, sotto la giacca indossava una camicia bianca e una cravatta blu di taglio ampio.Quando era di buonumore, di solito, aveva un appuntamento. Nel prepararsi si toglieva la cravatta, la camicia, la giacca, le scarpe, i pantaloni, i calzini, le mutande. Prima di uscire in strada, in ascensore, si scompigliava i capelli e la peluria delle ascelle e del pube.

Se gli capitava di non trovare le sigarette, l’uomo che faceva le cose al contrario raggiungeva la fermata più vicina e dava fuoco a un autobus.

L’uomo che faceva le cose al contrario poteva trascorrere intere giornate con il cellulare appoggiato a un orecchio, in attesa di una chiamata che gli permettesse di appoggiarlo da qualche altra parte.

Una volta l’uomo che faceva le cose al contrario si mise a discutere con un tizio indicibilmente antipatico e incompetente. Gli diede ragione così tante volte che a quello saltarono i nervi e si dichiarò fesso.

A colazione l’uomo che faceva le cose al contrario non mangiava: prendeva solamente una tazzina di zucchero con un cucchiaino e mezzo di caffè bollente.

L’uomo che faceva le cose al contrario non si capacitava del fatto che in Inghilterra guidassero come lui.

Al cinema, l’uomo che faceva le cose al contrario era invariabilmente deluso dai finali: vanificavano gli spoiler a venire.

Com’è logico, le urla continue dell’uomo che faceva le cose al contrario provocavano lamentele da parte dei vicini e imbarazzati timori in pubblico. Per quieto vivere, l’uomo acquistò uno sparachiodi portatile. Ai primi segni di urla, lo estraeva dalla tasca e si mirava addosso. Col dolore lancinante della carne martoriata, smetteva di strillare.

Quando morì in perfetta salute, l’uomo che faceva le cose al contrario aveva appena incominciato a leggere da qui.

Questi racconti si trovano in Sottrazione (Gorilla Sapiens Edizioni).

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  1. A proposito di raccolte di racconti, tra quelle che ho letto ultimamente mi ha colpito molto questa: https://wwayne.wordpress.com/2014/07/28/suspense-e-ironia/. L’hai letta?

  2. appena ho letto che c’era una copia a pagamento al contrario, non ho potuto resistere e ho scritto un raccontino così orribile che dovrai per debolezza inserirlo nel libro. ora te lo maillo.

  3. Pingback: L’uomo che faceva le cose al contrario – I vincitori | Carlo Sperduti

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