La Serra Trema #2: E lui non sa rispondere

Venerdì 26 e sabato 27 giugno sono stato ospite della seconda edizione de La Serra Trema, festival del cinema artigiano macabro rurale di San Miniato. Per l’occasione ho interrotto vari dibattiti con brevi racconti sui temi della morte, della sofferenza, del demonio e di altre cose molto brutte. Ho scritto alcuni di questi racconti appositamente per il festival. Ecco il secondo.

E lui non sa rispondere

AamonQuando avevo otto anni mia madre fu perseguitata e posseduta da un demonio. I suoi comportamenti si fecero dapprima strani, poi inquietanti. Trascorreva intere nottate elencando gli abitanti del paese in ordine alfabetico e aggiungendo a ogni nome un epiteto ingiurioso, vomitava sentenze verdognole, defecava polli arrosto con contorno di patate, starnutiva imbecilli che non si toglievano facilmente di torno. La fase terminale della possessione fu terribile: mia madre cominciò ad assecondare qualunque affermazione di chiunque, ad approvare il ragionevole come l’irrazionale; scuoteva il capo verticalmente, in segno di assenso, perfino alle opinioni di mio padre, che era morto due anni prima. Nel giro di un mese morì di infatti.
Io fui affidato a una coppia di zii e crebbi agiatamente, ma sapevo che il demonio era rimasto a casa dei miei genitori, e sapevo anche che mi avrebbe aspettato.
Non appena ne ebbi la possibilità tornai a vivere lì con un piano ben preciso in testa. Avevo studiato per anni le abitudini delle forze del male e mi ero imbattuto, nelle mie ricerche, in un’associazione, o meglio in una setta, molto particolare, i cui membri sono in grado di rovesciare i rapporti con il male e d’insegnare agli adepti i procedimenti adatti.
Così tornai nella casa in cui avevo trascorso l’infanzia e, con certi stratagemmi che non posso rivelare, poiché così ho giurato, riuscii a possedere il demonio che aveva posseduto mia madre.
Sono ancora dentro di lui: la mattina lo sveglio di buon’ora e lo faccio lavorare nei campi, lo nutro a pane e acqua e gli faccio lavare i piatti, lo costringo a piegare per bene i pantaloni e le magliette e a stirare le camicie, lo faccio partecipare ad aperitivi spocchiosi e a riunioni di cinefili, a gruppi di lettura e a concerti neomelodici o sperimentali, gli faccio scrivere dei racconti d’amore, horror e fantasy. Ogni sera, prima di andare a dormire, la mia voce gli chiede in testa: qual è l’inferno, diavoletto?

Qui Lutto sommato, il primo racconto scritto per La Serra Trema.

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Un Commento

  1. Pingback: La Serra Trema 3: 10 orrori contemporanei | Carlo Sperduti

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