Panni

panni-sporchiGiusto, mi son detto, questo signore ha proprio ragione: bisognerebbe mettersi nei panni di tutte le cose e chiederci cosa faremmo noi al posto loro, come ci sentiremmo. Ci andrebbe bene tutto o solo qualcosa o niente? Invertire i ruoli, insomma, una volta tanto, per capire o per provarci. Poi magari si rimane uguali, con le opinioni di sempre, ma almeno con cognizione di causa. Mettersi nei panni di un aspirapolvere, lei, ci ha mai provato?, mi chiede il signore. No, dico io, e lei? Io sì, faccio parte di un gruppo. Non di aspirapolvere, ma di gente che si mette nei panni. Un mio amico del gruppo si è messo nei panni dei panni. Da allora non si veste più. Io, pur essendo stato un aspirapolvere, non ho cambiato stile di vita. Ognuno ha le sue reazioni. Un altro si è messo nei panni di un lampione e non vuole più star fermo. Dorme saltellando, glielo posso assicurare. Per far parte del gruppo, chiedo al signore, che bisogna fare? Nulla, mi dice, solo mettersi nei panni, noi del gruppo ci si incontra per caso e ci si riconosce. La vede quella ragazza, al tavolo in fondo? Si è messa nei suoi stessi panni e ora è serena. Lo si capisce dalla posizione della testa: non c’è atteggiamento, solo testa e posizione. Lei, mi chiede, nei panni di cosa vorrebbe mettersi? Be’, gli faccio, io le case proprio non so come facciano a tirare avanti. Intendo: qualcuno ci abita dentro, alle case. Mica normale che qualcuno ti abiti dentro. Vorrei provare, una volta, a essere abitato. Lei non si metterebbe nei panni di un inquilino, per facilitarmi le cose? Io farei la casa. Per uno del gruppo questo e altro, mi fa lui. Ed ecco che il signore è dentro di me.

Questo racconto si trova in Sottrazione (Gorilla Sapiens Edizioni).

Annunci

  1. Anche io voglio entrare nel gruppo! Mi piacerebbe mettermi nei panni di una pinna (o di una penna). Bisogna tesserarsi?

  2. Marianna

    Carissimo Carlo, ti do del tu perché sono una blogger un po’ attempata, tipo nonna, ma attenta a tutto ciò che di nuovo e di interessante compare nel web. Nella fattispecie, faccio l’agony aunt di un gruppo di suocere imperfette maltrattate dalle nuore (uahuahuah!). Ognuno si diverte come può. Ecco, io ho letto il tuo brano “I panni” e mi piacerebbe riproporlo alle mie carissime amiche. Che ne dici, posso? Dai, non metterti a ridere, anche le suocere hanno diritto al loro riscatto morale e materiale, ed il tuo scritto esemplifica perfettamente e magistralmente, con rara sintesi, quello che ho più volte sostenuto anch’io. A te sembrerà curioso ed anche un po’ surreale, ma non puoi sapere quante famiglie sono afflitte dalla litigiosità e dall’incomprensione da barzelletta drammatica e da tragedia buffa tra suocere e nuore! Io ne sto facendo una crociata, ma non prendermi troppo sul serio. Non lo faccio neanche io. Congratulazioni per i tuoi lavori. Marianna

  3. Ciao Marianna, a una richiesta del genere non posso che rispondere: fai di “panni” quel che vuoi. Grazie mille dell’attenzione e salutami le suocere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: