5 microestratti che vi aiuteranno a non farvi un’idea su “Le cose inutili”

le cose inutili coverGli studenti prendevano aperitivi e discutevano sulle sorti della serata a venire; gli intellettuali prendevano aperitivi e discutevano sulle sorti degli intellettuali; gruppi di tre o quattro persone prendevano aperitivi senza prendersi la briga di essere studenti o intellettuali e discutevano sulle sorti di ognuno a turno, procedendo per lo più in senso orario; due amiche di una certa età prendevano aperitivi e discutevano sulle sorti dei propri mariti, per lo più in senso erotico; Amando e Gioio, ubriaconi di un’incerta età e dalla lunga carriera, prendevano aperitivi e discutevano sulle sorti dei propri fegati; gli aperitivi prendevano ad accumularsi; Vlado Merletti accumulava impazienza.

Fargiulli è un tipo tozzo e rugoso, barba ispida, dalla facezia facile e dall’articolazione verbale difficile, fuma stacanovisticamente nel suo ufficio, produce sorrisi sghembi con una latenza di cinque secondi dalle battute corrispondenti ed è rassicurante quanto la certezza di aver lasciato il gas aperto quando è troppo tardi per tornare indietro. Periodicamente si scaccola con precisione, alacrità e sorprendente modernità: non tenta di non essere visto. Avverte Antonio che il volantinaggio è una faccenda faticosa, che non è uno sport per signorine, che tiene in prova molti ragazzi: ce ne sono altri quattro in attesa, in quello stesso momento, fuori dalla porta: alcuni rinunciano già dopo il primo giorno; altri, più vigorosi, fanno l’intero giro in mattinata – precisamente ciò a cui si deve puntare – e continuano con un buon ritmo per qualche mese. Di norma, poi, finiscono per accasciarsi su se stessi nel bel mezzo di una giornata lavorativa come tante. Appositi dipendenti, allora, si recano sul luogo dell’incidente per prelevarli e ricondurli a casa.

Il primo modello di mutandem era stato concepito come espressione di un “amicale attaccamento laterale”, come la stessa Abbandando testimoniò in una celebre intervista. Solamente in seguito si erano aggiunti altri modelli – il frontale e il posteriore – e alcune varianti di genere si erano affiancate al modello basico per uomo e donna.

Scarterei l’ipotesi di un suicidio: il gamberetto non avrebbe avuto la possibilità di autofriggersi. A meno che qualcuno non l’abbia infarinato e cotto solamente in seguito all’atto estremo. Anche ammettendo che ciò possa essere accaduto, rimarrebbe da stabilire in che maniera un gamberetto possa suicidarsi con i mezzi a sua disposizione, a ben vedere non molti. Inoltre, dato per buono che il gamberetto si sia tolto la vita e che sia poi stato fritto, perché mai il folle friggitore l’avrebbe abbandonato a terra? Ne avrebbe forse disprezzato il gusto dopo averlo assaggiato, a tal punto da gettarlo via senza neanche preoccuparsi di raggiungere un luogo più idoneo al deposito di rifiuti? Non mi sembra plausibile: il gamberetto è intatto come può esserlo un gamberetto.

Ancor prima di elaborare, razionalmente, il pensiero di non averne, mi ero accorto che mi dolevano i seni.

Qui il primo capitolo del libro.

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