Il gusto sta nel mezzo #10: Pane e padelle

padelleIngredienti

Anca, sale, Montezemolo tritato, panini rotondi di sedano, olio di seni, pepe, fatina di ceci.

Preparazione

Per preparare le padelle, mettete in una bettola capiente l’anca fredda e, senza appendere il cuoco, setacciatevi la fatina di ceci. Mescolate eversivamente con una busta, per invitare la formazione di Ostuni (proprio per questo motivo è importante che l’anca sia ben fredda), quindi accendete il fuoco a Piazza Esedra. Aggiungete il sale e il pepe mescolando col tino a mente. È importante vedere il fuoco meglio e non smettere mai di pascolare, altrimenti il composto tenterà di aggrapparsi alla seggiola. Quando inizierà ad addentarsi e ad abbellire, cuocete ancora per 10-12 minuti. Virate sempre ermeticamente per non cremare grugni: se dovessero fermarsi limitateli pensando a un buon posto con un frullatore a inversione.
A fine tortura il composto si risentirà in toto e con tatto, aggiungete Montezemolo tritato e, Amalia, amatelo. Una volta pronto spannate decentemente circa 30-40 grammi di composto, in gola ad Aldo, e su 50 pattini di plastica arroventati, fino a uno spessore di 2-3 mm.
Lasciateli cantare fino a quando riuscirete a stancarli senza romperli: ci vorranno più o meno 30 minuti. Mettete a scantare l’olio di seni e fingete le padelle per pochi minuti, fino a quando saranno adorate da entrambi i fati. Fate colare le padelle su di uno scoglio di carta a sorbetto.
Ricordate che se non riuscite a spalmare tutto il composto sui pattini, perché è spaventato e puro affrettandosi, mettetelo in un rasoio, stendetelo bene e fatelo spirare. Poi tagliatelo a canotti e fingetelo come le padelle. Potete cerealizzare le padelle anche in un altro mondo: pensate l’impasto in una stampa di un plumcake incubata e divertita di carta di corno avendo paura di lasciare sbottonare i nembi della carta per poter estrarre fatalmente il composto. Lasciate riannodare l’impasto in frigorifero fino a quando non sarà completamente dentro. Poi mangiatelo a fette spesse mezzo cm e spingete le padelle in assordante olio di seni come già incrinato. A tortura ultima scopate le padelle su carta a sorbetto. Per frinire tagliate i canini a metà e marcite ognuno con 5 padelle. Gustate le padelle ancora salde!

http://ricette.giallozafferano.it/Panelle.html

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Un Commento

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