Lo Sturangoscia

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È uscito per Gorilla Sapiens Edizioni Lo Sturangoscia, scritto a quattro mani da me e Davide Predosin.
La copertina è di Elisa Macellari.
La prefazione è di Alessandro Sesto.

Di seguito l’argomento e le due lettere che aprono il libro.

Romanzo epistolare e picaresco, Lo Sturangoscia narra dell’invenzione di un prodigioso strumento in grado di estirpare dall’organismo umano “quello spiacevole e indefinito senso di disagio che spesso spinge le persone, tra le altre cose, a occuparsi di questioni ultime”.
Tanti sono i guai che l’aggeggio porterà al suo inventore Filottete Vasca, sin dal suo furto per mano degli autorevoli membri dell’Istituzione, intenzionati a usare lo Sturangoscia per i propri loschi fini. Assistito da molti amici, Filottete intraprenderà la ricerca dell’invenzione smarrita.
Il carteggio reale tra due scrittori, che è innanzitutto una sfida letteraria, dà vita a un carteggio immaginario tra gli eccentrici personaggi di questa avventura eroicomica. Essi saranno coinvolti in investigazioni e inseguimenti, si incontreranno o sfuggiranno, ma soprattutto si scriveranno nella tumultuosa estate del 1985.

Lo Sturangoscia

Dott. Filottete Vasca San Giovanni in Galilea (FC) 13/05/1985 Ore 00:20

Gentile signor Girolamo Mercuriale Trincavella, le scrivo all’unico indirizzo che ho trovato sulla brochure di Zoomorfismo e dintorni. Io che l’avevo sempre stimata – persona seria, mi dicevo, il nostro postino, uomo assennato, nonché coraggiosissimo, motorizzato, latore di missive commerciali giuridiche e non – scopro invece che lei adora farsi fotografare nelle fogge più sconvenienti, come quella in cui, vestito da artiodattilo bovide giallo, finge di adirarsi selvaggiamente davanti a un Sistemone Paperone non vincente. D’altronde non sono affari miei ed è giusto lei passi il suo tempo libero come meglio crede. E soprattutto non è per questo che le scrivo.
Le scrivo perché dopo aver tracciato un pacco a me destinato, ho scoperto che era di sua competenza recapitarlo. Ma io questo pacco lo aspetto ormai da tre mesi. Ho ottenuto queste informazioni introducendomi di soppiatto nell’ufficio postale perché, al tempo – due giorni fa – stimandola ancora, non volevo metterla nei guai segnalando inottemperanze che potessero screditarla agli occhi dei suoi superiori.
Concludo informandola che il pacco contiene apparecchiature di vitale importanza, forse per le sorti dell’intero pianeta. Augurandomi che lei non lo abbia perduto, le porgo cordiali saluti e spero di sentirla presto.

Dott. Filottete Vasca

P. S. Se avrà la bontà di rispondermi potrà farlo, per adesso, alla Casella Postale n. 212-47121 Forlì-Cesena. Mi sono licenziato, ho comprato un camper e ho abbandonato Castramonaci. Di volta in volta le indicherò il mio indirizzo.

bannew

Girolamo Mercuriale Trincavella Castramonaci d’Abruzzo (ZY) 18/05/1985 Ore 11:30

Egregio dott. Vasca, prima di affrontare il problema del pacco smarrito, vorrei mettere in chiaro alcuni aspetti di ciò che ai suoi occhi sembra compromettere la mia rispettabilità. Non potendo dare per scontato che lei stia scherzando, preferisco risponderle come se fosse serio nello scrivere ciò che ha scritto. In caso contrario, tanto meglio: avrò impiegato un quarto d’ora occupandomi di una burla. Mi piacciono gli scherzi. Mi chiedo in quali circostanze abbia conosciuto Demetrio, fatto di cui sono sicuro, perché se non lo conoscesse non avrebbe tra le mani il nostro depliant. Data la sua indignazione, devo supporre che lei stia ancora partecipando alla fase propedeutica dell’iniziazione campestre ufficiale, ma anche che Demetrio non l’abbia messa a parte di molte consuetudini del Club. Mi conferma, seriamente, di non conoscere l’assidua pratica del travestimento zoomorfo e di ignorarne la simbologia cromatica? Non dovrei anticiparle troppe cose, e so che si è iscritto col nobile intento di divulgare il Dubbio, collaborando affinché la popolazione impari a centellinare la propria sicumera.
D’altra parte ci sono molte cose del nostro Club che lei ignora, ma scoprirà presto che non tutto ciò che appare osceno è necessariamente disprezzabile. Veniamo ora al pacco, che a quanto dice è di vitale importanza. Non ho difficoltà a crederlo, se quel che è accaduto martedì scorso ha qualcosa a che fare con questa storia. Glielo dico con sincero stupore: non mi era mai capitato nulla di simile in quasi vent’anni di carriera. Per farla breve, mi hanno rapinato.
Stavo facendo le prime consegne della giornata quando ho sentito un trambusto alle mie spalle e mi sono accorto che tre uomini salivano sul mio furgone. Avevo accostato lasciando le chiavi all’interno: il civico al quale dovevo recapitare la posta era a pochi metri. Ho tentato di fermarli ma mi sono beccato un destro che mi ha fracassato il setto nasale. Mi è andata bene, tutto sommato: credo fossero armati.
Sono riuscito a vedere in faccia, per un istante, l’uomo che mi ha colpito. Ecco, glielo disegno:
Senza titolo1

Il tutto è durato pochi secondi. Ho tenuto a mente la targa e mi sono precipitato ad appuntarla, sennonché mi sono reso conto che non ce n’era alcun bisogno perché era la mia. È molto probabile che il suo pacco fosse tra quelli nel furgone e credo, ahimè, non sia in mio potere recuperarlo. La prego di scusare la mia scarsa prudenza. Spero che i vantaggi, soprattutto morali, che le deriveranno dall’appartenenza al Club possano in parte compensare il danno.
Per ulteriori chiarimenti, rimango a sua disposizione.
Cordiali saluti,

Girolamo Mercuriale Trincavella

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