Filomena non era bugiarda, 12 – Il ritardatario

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Qui la testimonianza precedente.

Qui la testimonianza successiva.

I coniugi Basiti, genitori del signor Ivano, ricordano con precisione una conversazione avvenuta tra loro e la signora Dina all’inizio di giugno dell’82, all’uscita da scuola.
Appresa la notizia della festa, vollero informarsi sugli orari. Gli fu risposto che avrebbero potuto accompagnare Ivano durante la mattinata, in qualsiasi orario dalle nove in poi.
– Ma non vi preoccupate per il ritorno, – aveva continuato la signora Dina, – a quello ci penserà la cena.

Il signor Ivano conferma che fu servita una cena a portar via:
– Ci avevano spiegato – dice – che sarebbe bastato un boccone, al massimo due, per ritrovarci a casa. Vidi sparire almeno una decina di compagni prima di darmela a gambe.

– Eravamo preoccupati – racconta il padre di Ivano – perché l’ora si era fatta piuttosto tarda. Allora telefonammo a casa di Filomena. Per ben tre volte non ci fu risposta, così ci allarmammo ancor di più e chiamammo altri genitori della classe. Tutti ci dissero che i loro figli erano già a casa, se non addirittura già sotto le coperte. A quel punto eravamo determinati a raggiungere in auto il luogo della festa, ma prima facemmo un ultimo tentativo col telefono.

– Risposi io – spiega il signor Dario. – Avevo appena riacciuffato Ivano e gli stavo infilando in bocca la cena, sforzandomi di non passare alle maniere forti. “Ivano è qui con noi, non si preoccupi, sarà subito da lei”, dissi a suo padre, evitando per il momento di raccontargli quel che era successo.

Il signor Basiti aveva ancora la cornetta in mano, quando vide ricomparire suo figlio proprio accanto al telefono.

– Ivano era fuggito a nascondersi quando aveva capito in che modo funzionava la cena – racconta la signora Dina. – Voleva rimanere, è chiaro. Impiegammo quasi un’ora a trovarlo. Credo che ci spiasse e che avesse cambiato nascondiglio più volte. L’avremmo preso molto prima, se così non fosse. Fu Filomena a scovarlo. Si era rintanato nel bagno al piano di sopra. Lo sorprese davanti allo specchio.

mirror– Ero rimasto imbambolato davanti allo specchio perché ci vedevo riflessa l’immagine di Filomena e non la mia – spiega il signor Ivano. – Quando lei entrò in bagno il mio gesto fu impulsivo, lo ammetto, ma dettato da buoni sentimenti…

– Mio marito – se la ride la signora Dina – li trovò così: Ivano teneva Filomena ben stretta, per le spalle, mantenendo una certa distanza col busto e con le gambe. Era molto buffo: sporgeva la testa in avanti tentando di baciarla sulle labbra. E ci riusciva.

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