5 microestratti che vi aiuteranno a non farvi un’idea di “Ti mettono in una scatola”

ti mettono cover

Qui 5 microestratti che vi aiuteranno a non farvi un’idea di Valentina controvento.

Lui, dopo aver conseguito una laurea in teoria e tecniche dell’apertura dei bagagliai, comincia a lavorare come autista di un’autista e tira avanti a quel modo, con qualche stento, per diversi anni, finché non gli si accende una lampadina in testa: diviene in quattro e quattr’otto molto noto e altrettanto ricco per la teorizzazione e la messa in pratica della scappellottica, branca della medicina contemporanea che risolve i problemi di vista per mezzo di sonori schiaffoni. A seconda dei casi, spiega a un paziente curioso, bisogna fare oggetto dello sganassone una parte o l’altra della testa, determinando preventivamente, di volta in volta, la maggior efficacia del dritto, del rovescio o del passaggio alternato dall’una all’altra delle plurimillenarie specialità.
Sua sorella è una donna in carriera: lavora per una ditta che concede appalti a un’associazione affiliata a un ente che ha lo scopo di contattare compagnie che siano interessate nell’investire capitali in progetti a lungo e medio termine per conto di un’agenzia preposta alla distribuzione di prodotti assemblati in stabilimenti facenti parte delle proprietà di alcuni azionisti soci di imprenditori che promuovono, con attività tra loro correlate, le iniziative della ditta stessa.

«Giovanni Andrea Coppola» propone lei.
«Ventuno, signorina» risponde il professore con studiata nonchalance.
Fatti due conti, la signorina complica:
«Questo caso è troppo facile da risolvere» butta fuori tutto di un fiato ma scandendo.
«Trentaquattro, signorina» risponde il professore con studiata nonchalance.
Così, il professore dimostra alla signorina quanto promesso, e cioè che la sua capacità di conteggiare lettere non diminuisce di una virgola all’aumentare dell’alcol in corpo.

In quel periodo iniziai ad avere una doppia vita. Per giustificare l’improvviso aumento delle mie entrate da zero a qualcosa – non molto, in verità, ma pur sempre più di nulla – riferii a Mara – insospettita da una cena in cui avevo sperperato più denaro di quanto ai suoi occhi avrei potuto, messo alle strette e pensando chissà perché al mio amico Alberto che faceva davvero quel lavoro – le riferii, dicevo, che ero riuscito a farmi assumere come cassettaro in zona centro.
Mara pretese qualche particolare in più, ma mi riuscì per quella volta di restare sul vago. In seguito mi toccò far lievitare il grado di credibilità delle mie affermazioni, motivo per cui intrapresi una discesa nel dettaglio che a tutt’oggi non accenna a toccare il fondo.

Ho tentato di capirti, di comprendere che forse sei solo stata educata male, che non ti si può dare tutta la colpa. Ho perfino apprezzato certi tuoi sforzi, come quello di riporre la forchetta parallelamente al coltello… oppure il tentativo di riposizionare il bicchiere simmetricamente al mio dopo aver bevuto… ma c’è da dire che, nonostante la buona volontà, sei maldestra.

All’altezza di Valmontone o giù di lì, una cicca di sigaretta si era involata dal finestrino anteriore sinistro di una station wagon che marciava nello stesso verso della coppia, un po’ più avanti. Digiuno in materia di fisica, non sono in grado di spiegare in termini tecnici di quali correnti, ascensionali o meno, fu preda quel rimasuglio di sigaretta. Sta di fatto che dopo alterni svolazzi, che lo videro vagare in aria ed evitare un paio di auto sorvolandole, con un’abilità che si sarebbe detta volontaria, quel filtro o poco più descrisse un arco che si allontanava dalla carreggiata nella prima metà della sua traiettoria, a sinistra, per poi ripiegare velocemente verso la corsia di sorpasso, sulla quale in quel momento Angelo si stava godendo, forse un po’ ironicamente, il primo tiro della prima sigaretta della giornata, un brano dei Pop Group e una carezza sul ginocchio a opera di Daniela.

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