Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi

SPERDUTI_webCopertina di Rita Petruccioli.
Prefazione di Gero Mannella.
All’interno un’illustrazione di Lucamaleonte.

Le parole non sono solo un mezzo per raccontare una storia, ma possono innescarla e influenzarla. In questa raccolta di racconti, il linguaggio interviene nella trama, si fa protagonista o deus ex machina.
A legare le tre sezioni del libro (AvventureAmoriSaggistica) è un umorismo basato tanto sul gioco di parole quanto sul gusto del paradosso.
Le narrazioni si sviluppano quindi tra doppi sensi e ambiguità linguistiche, tra sillogismi e sofismi, passando per l’invenzione di una lingua dislessica che ha, in effetti, qualcosa di magico.
È il terribile incantesimo della parola che prende il sopravvento sulla narrazione e che esercita il suo potere fascinatorio cogliendo di sorpresa, suscitando il riso e talvolta (come nell’apposito Intermezzo tragico) inquietudine.

 
Dalla sezione Avventure,
Istruzioni per Lucio

Allora, Lucio, ascolta bene perché la cosa è urgente. I musicisti arriveranno a minuti e non possiamo fargli trovare il locale chiuso.
Queste a forma di motorino sono le chiavi della cantina, queste a forma di porta sono le chiavi del box del motorino, queste a forma di box sono le chiavi della cassetta della posta, queste a forma di lettera sono le chiavi dell’auto, queste a forma di pneumatico sono le chiavi del negozio, queste a forma di cantina sono le chiavi del condominio, queste a forma di bolletta sono le chiavi di casa.
Se dovessi far confusione, ricordati che le chiavi del box del motorino sono più grandi di quelle della cantina, più piccole di quelle della cassetta della posta e delle stesse dimensioni di quelle dell’auto, mentre le chiavi del negozio sono le più grandi a eccezione di quelle di casa e di quelle del condominio, che sono molto più piccole di quelle di casa.
La serranda del negozio l’ho lasciata sollevata, ma ho dato quattro mandate, mentre per la porta di casa ne bastano due. Per quanto riguarda il box del motorino, inserisci la chiave nella toppa e gira un po’ a destra: quando senti lo scatto è andata. Il portone del condominio fa gli scherzi: se la chiave non gira devi tirarla un po’ indietro, mentre nella cassetta della posta devi far forza. In cantina bisogna appoggiarsi con la spalla e spingere mentre si gira la chiave. Con l’auto di solito non ci sono problemi, ma in caso mi fai uno squillo.
Dovresti farmi un favore mentre io resto qui ad aspettare: nella fretta ho dimenticato nel box del motorino lo zaino in cui ho messo il fondo cassa del locale e nello sgabuzzino del negozio il proiettore, quindi dovresti fare un salto in negozio, aprire – con le chiavi a forma di pneumatico, ricorda – e prendere il proiettore; poi – con le chiavi a forma di porta, ricorda – aprire il box del motorino e prendere lo zaino con il fondo cassa. Dopodiché passare a casa mia – ricordati che le chiavi del condominio sono quelle a forma di cantina e quelle della porta sono a forma di bolletta – e prendere i cavi nel secondo cassetto partendo dal basso a sinistra nella cassettiera a destra del letto in camera, quella vicino all’armadio. Scendendo, o prima di salire, come ti pare, dovresti controllare se in cantina – ricordati: chiavi a forma di motorino e spinta con la spalla – ci sono le aste per i microfoni. Se non dovessero esserci, la mia auto è parcheggiata poco distante: esci dal portone, giri a sinistra, poi a sinistra, poi a sinistra, poi vai dritto per duecento metri e poi a destra, apri – con le chiavi a forma di lettera, ricorda – e controlli nel bagagliaio. Però non ti dimenticare, quando sei a casa mia, di prendere le chiavi del locale nella cassetta della posta facendo forza con le chiavi a forma di box, ché le ho lasciate lì ieri notte perché stamattina sarebbe dovuto passare a prenderle Giacomo per il corso di fotografia e ci eravamo messi d’accordo che mi avrebbe citofonato e gli avrei aperto, ché io di mattina dormo e col cazzo che mi metto a scendere e a risalire per cinque piani senza ascensore, ma poi Giacomo è morto e io ho dimenticato di prenderle quando sono uscito di casa.
Grazie.

Annunci

  1. Forte, mi ricorda un po’ certi pezzi assurdi di Charms.

  2. Dal titolo del racconto e dall’ossessione per gli oggetti e il loro posizionamento, direi anche di Perec, o sbaglio?

  3. Mi hai incuriosito, smetto di importunarti: oggi passo alla libreria Tadino e compro il libro. A ogni modo mi pare di subodororare anche un po’ di emiliani contemporanei (Nori, Cornia etc…), ma forse sto forzando un po’ la mano.

  4. Pingback: Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi | IL GHIGNO

  5. Pingback: … da Gorilla Sapiens Edizioni: “Non sono d’accordo con quello che scrivo” di Carlo Sperduti | Blogorilla Sapiens - Il blog di Gorilla Sapiens Edizioni

  6. Pingback: “Un terribile intanchesimo e altri rattonchi” e non ho sbagliato a scrivere – Parole Incartate

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: