Horror vacui, letto da Atomizzatore Integrale

Horro vacui

Credo siano passati quattro giorni da quando è comparso il primo oggetto. Ora non c’è rimasto molto spazio e sto morendo di fame. Non so se arriverò a domani, sicuramente non arriverò al giorno dopo.
Per prima cosa hanno bloccato la porta, mentre dormivo. Mi sono svegliato e ho trovato un enorme masso piazzato lì a sbarrarmi la strada. Ho tentato di spostarlo ma non c’è stato verso, e ora che non ho quasi più forze ogni tentativo sarebbe inutile, tanto più che dovrei penetrare questo garbuglio di cose, ma il solo alzarmi dalla sedia è impossibile: sono incastrato tra due scrivanie e riesco a malapena a muovere braccia e mani per digitare.
Mentre spingevo il masso è arrivata la pallina da tennis. M’è caduta in testa, è rimbalzata sul pavimento ed è andata finire sotto il letto. Mi sono chinato per recuperarla e quando mi sono rialzato ho visto la ruota di bicicletta appoggiata alla libreria piccola. In mezzo ai raggi sono subito spuntati una quantità di anelli di metallo. Poi ho sentito un colpo e ho perso i sensi.
Quando sono rinvenuto avevo del sangue incrostato sulla nuca. A terra c’era un martello. C’erano appiccicati alcuni capelli. Ho controllato l’ora: erano trascorsi circa quaranta minuti.
Avevo attorno di tutto: bastoni, sedie, cappelli, bottiglie, scarpe, rasoi, zaini, lampadine, penne, schedari, stampelle, dadi, scacchiere, piatti, forchette, maniglie… il pavimento era completamente ricoperto di oggetti. Un’enorme pentola si è schiantata sul modem. Ho tentato di recuperare il cellulare, ma qualcosa, comparendo, deve averlo fatto cadere: sulla mia scrivania c’erano una decina di lattine di metallo e qualche quaderno. L’ho cercato a lungo tra le cose, ma il solo cercare è stato impossibile: di continuo nuovi oggetti mi comparivano in mano, o si sovrapponevano a quelli che volevo spostare, o apparendo spostavano gli altri e mi allontanavano ogni volta da una meta di cui, d’altra parte, non conoscevo la direzione. Così ho rinunciato.
Quando mi sono seduto per chiedere aiuto in rete mi sono accorto che la connessione era andata. Poi è apparsa l’altra scrivania, schiacciandomi contro questa. È incastrata con il letto, inutile puntare i piedi e spingere all’indietro. Ho un dolore acuto e costante alla schiena e a un paio di costole. Ho la vista un po’ annebbiata, la gola completamente secca e molto sonno. Mi sono appena comparsi dei ferri di cavallo sotto le braccia e la tastiera si sta riempiendo di coriandoli scuri. Non riuscirò a scrivere ancora per molto.
Non c’è più spazio. È tutto pieno. Sono rimasti solo questi pochi centimetri tra me e lo schermo. Le cose si sono ammonticchiate e disposte in modo da non crollarmi addosso, per ora, ma arrivano a toccare il soffitto e so che verrà tutto giù da un momento all’altro. Che succederà fra poco, quando lo spazio intorno sarà completamente finito? Ho dei vuoti anche dentro.

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